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Accettarsi. Anche quando si commettono errori.

La vera partita nella vita è sapere che noi non siamo i nostri pensieri.

Quando, ad esempio, arriva un fallimento nel lavoro o negli affari, spesso non accettiamo che le cose siano andate in questo modo. Pensiamo che ciò che è accaduto non è il nostro vero destino, che dovevamo certamente vincere.

Invece non dovremmo pensare a questo, ma accettare ciò che accade.

Accettare e accettarsi quando si sbaglia, senza rimproveri, meditando si, ma senza punirsi, è il primo passo verso la propria autoguarigione e verso la gioia di vivere.

E sia quel che sia. Accettare che le cose vadano come vanno aiuta a vivere più sereno. Non occorre accusarsi di tutte le cose che accadono perchè c’è una legge universale che guida il “tutto”, e mentre lo fa compie una grande opera.

Normalmente a ciascuno viene pagato quanto gli è stato promesso.

Il Destino fa la sua strada e non aggiunge e non toglie nulla di quanto ha promesso.
Alcune delle lezioni migliori si imparano dagli errori passati.

L’errore del passato è la saggezza e il successo del futuro.(D. Turner)
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Paura e determinazione

Oggi è sufficiente sfogliare le pagine dei giornali, ascoltare i notiziari delle radio o vedere i telegiornali, per essere sommersi da notizie che ci deprimono o ci fanno arrabbiare. Se si cade nella convinzione che il mondo sia principalmente questo, ci si convince di essere circondati da un mondo ostile, in totale decadenza senza più possibilità di miglioramento. Una società verso il declino insomma.
È vero che oggi ci sono evidenti difficoltà per tutti, soprattutto per i giovani, e che abbiamo attraversato un periodo di crisi intenso. Ma se ripercorriamo la storia, grande maestra di vita, potremo scoprire come è stato sempre così in tutti i periodi di transizione dove costumi, valori, mezzi di comunicazione, consumi, istituzioni sono stati messi in discussione per i rapidi mutamenti avvenuti.
E anche allora lo sconcerto, la paura, il pessimismo e l’allarmismo hanno preso, per un certo periodo, il sopravvento.
Questi sentimenti sono dettati, normalmente, dalla nostra inadeguatezza di giudizio dei problemi che ci stanno di fronte perché limitiamo il nostro orizzonte al breve periodo, incapaci di cogliere la complessità degli avvenimenti e quindi di darci risposte adeguate per costruirne uno nuovo.
È inevitabile in queste condizioni che si possa cadere nel pessimismo e nella paura.
Attraverso la lettura e l’approfondimento della storia, possiamo capire come le comunità in questi momenti, hanno sempre attinto l’energia necessaria per contrastare l’incedere che pareva inevitabile.
Naturalmente essa non si ripete esattamente nelle diverse ere, ma ci sono forti analogie tra epoche diverse. La storia diventa un laboratorio a cui attingere per illuminarsi. Non solo sul passato. La storia è una forma intellettuale per comprendere il mondo, come ha detto Johan Huizinga.
Parlando poi dello scenario italiano, mi ha sorpreso leggere dell’incredibile similarità della crisi dell’economia nel Seicento, che colpì le grandi città manifatturiere della Penisola, e quella incontrata oggi da molte industrie del nostro Paese. Dove la causa della scarsa capacità di competere é generata principalmente dalla scarsa propensione al l’innovazione dimostrata negli ultimi anni. Salvo le eccezioni che, infatti, producono utili a tutto spiano.
Questo per ribadire che lo studio della storia offre un prezioso strumento per l’uomo che vuole e può comprendere a fondo il presente.
Se qualcuno poi vedesse l’ottimismo come una distorsione forzata della realtà, e
a volte vengo ripreso nei meeting per questo mio atteggiamento “troppo” positivo, voglio ricordare loro l’ammonimento di un uomo politico e di alto rango che contribuì negli anni ’50 alla costruzione della Comunità Europea, Jean Monet, che diceva “quello che conta non è essere ottimisti o pessimisti, ma essere determinati”.
La sola cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa (F.D.Roosvelt)

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Lo sport come paradigma della vita

Ho sempre visto e vissuto lo sport come un paradigma della vita: che è guerra, è lotta, è sofferenza, disperazione, rabbia, gioia, a volte ingiustizia, soddisfazione e felicità.

Quando pratichi uno sport, soprattutto a livello agonistico, ogni partita è una battaglia: se vinci vivi, se perdi muori sempre un poco.

La grandezza dello sport sta però nel fatto che subito dopo rinasci. Ed ogni sconfitta non è mai definitiva, puoi trovare sempre la forza per un’altra battaglia, per un’altra occasione.

La capacità di competere, di vincere o perdere, di elaborare la sconfitta per poi tornare a confrontarsi è il fondamento anche della nostra vita. Ogni giorno.

Metodo, preparazione, studio, tenacia, ricerca dell’eccellenza, ripetizione, rivisitazione continua del proprio modulo o stile di gioco al fine di migliorarlo, ripensarlo, aggiornarlo, perfezionarlo. Così nello sport, ma così anche nella vita vissuta, nel lavoro.

Con un unico obiettivo: arrivare a “giocare la finale”, il maggior numero di finali possibili per avere più occasioni. Alcune si perdono e ci si sente morire, altre si vincono e ci si sente immortali.

Questo è il gioco, questa è la vita e bisogna accettarlo.

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8 Consigli per fare Impresa (rubati agli Chef)

I ristoranti sono organizzazioni complesse.
Racchiudono in se tutti processi e le attività che si possono immaginare in una Impresa. “Il ristorante come metafora” è un libro molto interessante che lessi quasi dieci anni fa (Emanuele. Fontana edito da Guerini e Associati) e che consiglio a chi vuole approfondire.
Lo tengo tra i miei libri “in evidenza”, di quelli da riprendere ogni tanto per leggere un passaggio o trovare un’ispirazione.
Oltre ad essere un appassionato di cucina per hobby, mi ha sempre colpito come l’organizzazione di un ristorante rispecchi quella necessaria in un’azienda. Negli ultimi anni sembra che se ne siano accorti anche altri perché organizzare corsi di cucina per i manager è diventato un modello di formazione molto consueto e proposto.
Osservando il lavoro dei Maestri di cucina dei ristoranti più importanti, si possono trarre grandi insegnamenti molto utili nella guida quotidiana di una impresa o di un gruppo.
Riporto i primi 8 punti forse più importanti, per brevità perché c’è ne sarebbero molti altri, che si possono identificare:

1. Mantieni la calma anche di fronte alle avversità e agli inconvenienti, concentrandoti sul compito che ti attende.

2. Costruisci la giusta squadra di collaboratori. Non farti prendere dalla sindrome di “un uomo solo al comando”, è il team il segreto delle vittorie e dell’eccellenza.
3. Lavora sulla tua capacità di leadership per guidare il gruppo mantenendo la visione dell’obiettivo.
4. Usa sempre le parole giuste. Impara a comunicare bene, in modo adeguato e rapidamente. Serve al morale e alla produttività della squadra.
5. Trova “l’ingrediente” segreto che ti differenzi dai concorrenti. Ricerca continua e innovazione.
6. Devi avere la capacità di saper cambiare velocemente. In un mondo sempre più connesso e competitivo è fondamentale possedere anche questa caratteristica.
7. Non farti distrarre dal caos e dal rumore che ti sta attorno. Mantieni la concentrazione sull’obiettivo. Punta sempre su ciò che ti sei prefisso, non farti distrarre da cose spesso inutili.
8. Impara a presentare al meglio il tuo prodotto. La presentazione, la forma e l’emozione sono tutto.

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Trovare interiormente la propria “linea di meta”

Il rischio che si corre oggi è quello di scegliere un parametro esterno per determinare il nostro reale valore.
Lo stipendio, i beni che possediamo, cosa pensano gli altri di noi, quanto è stato realizzato nei confronti di altri. Tutti indicatori che ci portano o ci porteranno inevitabilmente ad essere vittime della vita e non artefici del proprio destino.
Ma i soldi vanno e vengono, sono una fonte di autostima e soddisfazione non duratura. E’ risaputo.
Se pensiamo, che il rispetto sia dato da quanti soldi abbiamo, siamo sulla strada sbagliata. La gente rispetta i tuoi soldi non te. Per la controprova basta trovarsi in difficoltà. Si potrà misurare immediatamente il livello di rispetto personale.
Il segreto invece sta nel costruirsi la propria “linea di meta”. Lì sta il parametro che determina il vostro valore.
Mi piace fare riferimento al rugby, per fissare questo concetto, considero questa disciplina una scuola di vita anche per tante altre cose.
In una partita di rugby se spostassero continuamente la linea di meta, sarebbe impossibile vincere. Il gioco sarebbe confuso. Così è la vita.
Se non fissiamo interiormente un traguardo, una “linea di meta” che definisca cosa per noi è sufficiente, non si raggiungerà mai la sensazione di contentezza piena. Non avremo mai consapevolezza del nostro valore. E non saremo mai felici. Perché penseremo sempre che siano più importanti i fattori esterni e gli altri che devono definire quanto valiamo.
Mai dimenticare infine che chi è felice rende felici anche gli altri, che si sentono bene con te.
La felicità dà passione, fede e coraggio. Attira le persone.
Chi possiede la propria “linea di meta” trova la felicità e… non finirà mai in miseria.

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L’entusiasmo

Entusiasmo, dal greco “con Dio dentro di se”.
Significa il senso di essere allevati con il divino, di sentirsi “chiamati” inevitabilmente al di là della nostra finitezza umana, a fare o essere qualcosa che batte sempre le scarse risorse, la stanchezza, la durezza del momento, la bancarotta emotiva o finanziaria.
L’entusiasmo è contagioso. Forse non per tutti, ma per la maggioranza.
Gli entusiasti sono persone di azione certi di portare beneficio, di trovare una soluzione, di indicare una strada. Gli entusiasti sono mossi dalla passione. Creano ottimismo attorno a chi li circonda e voglia di battersi. Quasi sempre sono animati da un fervente desiderio di riuscire e sanno che questa passione può spingerli a coprire lunghe distanze.
Hanno la capacità di rinnovarsi e innovarsi. Rifuggono dalla routine.
Affrontare con entusiasmo la vita, il lavoro, le difficoltà presuppone coraggio e sicurezza di se. L’entusiasmo aiuta a trovare le opportunità, l’energia crea la maggior parte di queste.
Gli entusiasti evitano i freddi, i distaccati, i demoralizzatori, quelli che vedono solo i problemi e le difficoltà, i “mai contenti”, i cinici. Sanno che sottraggono loro energia e trasmettono solo negatività.
Per mantenere cariche le batterie cercano di frequentare ad altri individui pieni di entusiasmo, alimentando spirito e cuore insieme, oppure leggono biografie da cui trarre insegnamenti e ispirazione.

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Mantenere un atteggiamento positivo per cogliere le opportunità

La vita offre delle opportunità.
Per poterle individuare e coglierle è importante sviluppare un atteggiamento positivo verso se stessi, verso gli altri e la vita stessa.
Imparate a credere nelle vostre possibilità, nelle vostre capacità. Convincetevi di poter essere all’altezza delle situazioni e di essere in grado di dare sempre il meglio.
E’ una cosa difficile perché richiede un impegno quotidiano, un continuo auto convincimento e auto incoraggiamento, l’utilizzo di un linguaggio e di un pensiero positivi. Riuscire in questo “esercizio” è la chiave per cogliere e affrontare qualsiasi opportunità la vita vi doni.
Aiuta in questo esercizio anche crearsi un ambiente domestico e di lavoro positivo, frequentare persone con il giusto atteggiamento, non troppo critiche e negative, rifiutare le persone invidiose, colleriche e negative perché, se non si è estremamente forti di carattere, alla fine si “subisce” l’influenza delle persone che frequentiamo.
Essere sempre aperti al nuovo e cercare di imparare qualcosa tutti i giorni. Tenersi aggiornati serve, non considerarsi mai arrivati, riflettere sempre sul proprio atteggiamento e comportamento nelle diverse situazioni, modificandolo se necessario.
Questo aiuta al cambiamento e permette di essere sempre pronto al “tuo momento”.
La vita è interessante anche per questo: non sai mai cosa ci può essere “dietro l’angolo” o quando potrà arrivare il treno giusto.
Allora è necessario prepararsi con metodo, pianificare il proprio percorso in funzione degli obiettivi preposti, analizzare nel dettaglio come raggiungerli, modificare la strategia se cambia lo scenario.
Avere un atteggiamento positivo sviluppa l’attenzione e l’intuizione nel riconoscere e cogliere le opportunità, le vere occasioni della vita.
Impegnatevi, date sempre, fatevi conoscere come risorsa preziosa: acquisirete valore.
Il mercato anche in momenti di crisi, premia questo genere di persone.
Infine assumetevi le vostre responsabilità concentrandovi sul vostro lavoro, non su quello che fanno gli altri. Competere su se stessi è la chiave di svolta della propria vita.

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