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Abbi coraggio

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Coraggio.
Penso che la parola più importante di questi anni sia questa.
Coraggio per continuare a fare impresa, coraggio per rimettersi in gioco se non si ha più un lavoro, coraggio per realizzare le proprie idee, coraggio per credere in un futuro migliore nonostante tutto ciò che si vede, si legge o si ascolta.
I momenti di crisi sono momenti anche di grandi opportunità, in questo tempo tribolato occorre mettere da parte l’inerzia, la pigrizia, la rassegnazione e mostrare il coraggio per trovare la forza di realizzare i propri sogni, le proprie aspettative.
Il coraggio permette di saltare gli ostacoli.
Basta riflettere su chiunque abbia realizzato qualcosa di importante: alla base di tutto queste persone si sono misurate con il loro coraggio.
Ricordate che il coraggio è contagioso. Gli uomini non seguono gli uomini, seguono il loro coraggio.
Mai porsi dei limiti, a nessuna età, guardare alto, lontano, con una forte determinazione e praticità. Non si tratta di fare voli pindarici che rischiano di avvitarci senza portare conclusioni, ma di usare la nostra forza di volontà per superare qualsiasi problema. Impedendoci di trovare scuse e giustificazioni.
Questo significa avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e rischi calcolati, per le proprie idee. Pensare in grande ed agire subito. Le decisioni portano al cambiamento.
Il coraggio si esercita quotidianamente, anche nelle piccole cose. Ci si può allenare al coraggio. In questo modo accresciamo la nostra autostima.
Che permette di abbandonare l’abitudine di guardare la vita nello specchietto retrovisore. Lo sguardo invece deve essere rivolto in avanti. Verso il futuro.
Come scriveva Goethe “… un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non c’era più nessuno…”.
E quindi: ad maiora !
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Lo sport come paradigma della vita

Ho sempre visto e vissuto lo sport come un paradigma della vita: che è guerra, è lotta, è sofferenza, disperazione, rabbia, gioia, a volte ingiustizia, soddisfazione e felicità.

Quando pratichi uno sport, soprattutto a livello agonistico, ogni partita è una battaglia: se vinci vivi, se perdi muori sempre un poco.

La grandezza dello sport sta però nel fatto che subito dopo rinasci. Ed ogni sconfitta non è mai definitiva, puoi trovare sempre la forza per un’altra battaglia, per un’altra occasione.

La capacità di competere, di vincere o perdere, di elaborare la sconfitta per poi tornare a confrontarsi è il fondamento anche della nostra vita. Ogni giorno.

Metodo, preparazione, studio, tenacia, ricerca dell’eccellenza, ripetizione, rivisitazione continua del proprio modulo o stile di gioco al fine di migliorarlo, ripensarlo, aggiornarlo, perfezionarlo. Così nello sport, ma così anche nella vita vissuta, nel lavoro.

Con un unico obiettivo: arrivare a “giocare la finale”, il maggior numero di finali possibili per avere più occasioni. Alcune si perdono e ci si sente morire, altre si vincono e ci si sente immortali.

Questo è il gioco, questa è la vita e bisogna accettarlo.

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Trovare interiormente la propria “linea di meta”

Il rischio che si corre oggi è quello di scegliere un parametro esterno per determinare il nostro reale valore.
Lo stipendio, i beni che possediamo, cosa pensano gli altri di noi, quanto è stato realizzato nei confronti di altri. Tutti indicatori che ci portano o ci porteranno inevitabilmente ad essere vittime della vita e non artefici del proprio destino.
Ma i soldi vanno e vengono, sono una fonte di autostima e soddisfazione non duratura. E’ risaputo.
Se pensiamo, che il rispetto sia dato da quanti soldi abbiamo, siamo sulla strada sbagliata. La gente rispetta i tuoi soldi non te. Per la controprova basta trovarsi in difficoltà. Si potrà misurare immediatamente il livello di rispetto personale.
Il segreto invece sta nel costruirsi la propria “linea di meta”. Lì sta il parametro che determina il vostro valore.
Mi piace fare riferimento al rugby, per fissare questo concetto, considero questa disciplina una scuola di vita anche per tante altre cose.
In una partita di rugby se spostassero continuamente la linea di meta, sarebbe impossibile vincere. Il gioco sarebbe confuso. Così è la vita.
Se non fissiamo interiormente un traguardo, una “linea di meta” che definisca cosa per noi è sufficiente, non si raggiungerà mai la sensazione di contentezza piena. Non avremo mai consapevolezza del nostro valore. E non saremo mai felici. Perché penseremo sempre che siano più importanti i fattori esterni e gli altri che devono definire quanto valiamo.
Mai dimenticare infine che chi è felice rende felici anche gli altri, che si sentono bene con te.
La felicità dà passione, fede e coraggio. Attira le persone.
Chi possiede la propria “linea di meta” trova la felicità e… non finirà mai in miseria.

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L’entusiasmo

Entusiasmo, dal greco “con Dio dentro di se”.
Significa il senso di essere allevati con il divino, di sentirsi “chiamati” inevitabilmente al di là della nostra finitezza umana, a fare o essere qualcosa che batte sempre le scarse risorse, la stanchezza, la durezza del momento, la bancarotta emotiva o finanziaria.
L’entusiasmo è contagioso. Forse non per tutti, ma per la maggioranza.
Gli entusiasti sono persone di azione certi di portare beneficio, di trovare una soluzione, di indicare una strada. Gli entusiasti sono mossi dalla passione. Creano ottimismo attorno a chi li circonda e voglia di battersi. Quasi sempre sono animati da un fervente desiderio di riuscire e sanno che questa passione può spingerli a coprire lunghe distanze.
Hanno la capacità di rinnovarsi e innovarsi. Rifuggono dalla routine.
Affrontare con entusiasmo la vita, il lavoro, le difficoltà presuppone coraggio e sicurezza di se. L’entusiasmo aiuta a trovare le opportunità, l’energia crea la maggior parte di queste.
Gli entusiasti evitano i freddi, i distaccati, i demoralizzatori, quelli che vedono solo i problemi e le difficoltà, i “mai contenti”, i cinici. Sanno che sottraggono loro energia e trasmettono solo negatività.
Per mantenere cariche le batterie cercano di frequentare ad altri individui pieni di entusiasmo, alimentando spirito e cuore insieme, oppure leggono biografie da cui trarre insegnamenti e ispirazione.

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